venerdì, 05 giugno 2009
"Noi siamo stati l'etica della sinistra, quella che è stata distrutta nel nome della ragione di partito. E' questo l'errore più grave che non abbiamo saputo o voluto vedere".
"Credo sia molto importante combattere a fondo contro il berlusconismo, perché è trasversale, tocca tutti, sia a destra che a sinistra. C'è bisogno di politica vera, fatta per strada, che venga fuori dalle proprie stanze".

IVAN DELLA MEA




A volte basta poco per lasciarsi andare a pensieri un po così ... la frase di una canzone ... una vecchia foto sgualcita dal tempo ... il ricordo di una notte di tanto tempo fa ... basta poco, a volte, per aprire la porta ai "fantasmi" che albergano nella tua mente ... ai pensieri di ciò che poteva essere e non è stato ... oggi è uno di quei giorni in cui, magari solo per un momento, "ti trovi vecchio ... e ancor non hai capito ... che la vita quotidiana ... ti ha tradito" ...


Inizia presto all' alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c'è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l' esistenza..

La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l' acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana...

E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:

fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l' altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..

Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d' ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s' incrocino gli sguardi,

le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita...

Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,

amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l' uno tradisce l' altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d' attorno
gli amori della vita d' ogni giorno...

Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,

i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia...
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito...




Ed è per questo che oggi non voglio parlare di me o della mia storia ...  Oggi che per la prima volta dopo trent'anni ... per un'ora lunga una vita ho avuto l'opportunità di "parlare" il "linguaggio" di allora ... senza dover spiegare frasi ermetiche o riferimenti spazio-temporali ... perchè, per la prima volta dopo trent'anni, chi mi ascoltava parlava, poteva parlare, quello stesso linguaggio:

Potrò mai ringraziarti
compagna sconosciuta
per il vino che hai offerto
senza chiedermi il nome
senza informarti troppo
di dove ero venuto
di quanto sangue usciva
dalla mia situazione...


Oggi ho voglia di ricordare ... di ricordare facce, luoghi, fatti, momenti di gioia e di rabbia ... di sogni e di lotte ... ho voglia di ricordare ... di ricordare Marco, Pino e Carmela, Carmelo e Vincenzo, Anna, Carmela, Patrizia, Valy, Carlo e le sue poesie, i sacchetti di sabbia e il Ponte di Mezzo, la camera 62 e quella finestra al quarto piano, la Strada e la Piazza ... e tutti quelli che non ce l'hanno fatta ...

"Ogni sera salgo su un palco ... e faccio l'amore con centomila persone
Ogni sera scendo dal palco e torno a casa ...
SOLO!!!"

Compagno sembra ieri
eppure ne è passato di tempo

da quando si stava insieme

a ridere cantare bere ed era bello

vivere insieme in piazza e all’osteria

avere un cuore solo una sola allegria

un unico ideale piazzato lì davanti

giorno e notte convinti di far cose importanti

amici da star male l’un verso l’altro attenti

forti, comprensivi fiduciosi e contenti

Cos’è successo poi della nostra allegria
forse il grigio del tempo ce l’ha portata via

o forse è la ragione che ha preso il sopravvento

schiantandoci la testa col senso di sgomento

che vien dall’affrontare le beghe quotidiane

e la lotta personale per un pezzo di pane

lasciandoci sperduti in questo mare di merda

aggrappati a un’ideale che non vuoi che si perda

Sì, compagno ne è passato di tempo e sembra ieri
eravamo uno solo persino nei pensieri

la riunione a sera la notte al ciclostile

il volantino all’alba tutti a distribuire

e insieme nella piazza contro la polizia

portavamo la nostra rabbia, sì ma anche la nostra allegria

e lavolontà di vivere diversi dai borghesi

e passavano i giorni e passavano i mesi

E son passati gli anni e quella nostra rabbia
siamo riusciti quasi a rimetterla in gabbia

ci son riuscito quasi anch’io e non so il perchè

spiegatemelo voi, voi più bravi di me

che avete letto Marx tra i libri di famiglia

mentre io non so—non so cosa mi piglia

quando vedo mia madre che si trascina appena

fare i conti con niente per preparar la cena

"Non è più il ‘68, Masi, c’è l’organizzazione
bisogna che ti entri dentro a questo testone".

Ma dico io se non tieni conto del cuore della gente

partito o non partito non me ne frega niente.

Compagni tutti e subito e guai a chi lo nega

io del processo storico forse non capisco una sega

ma sento il ‘68 che ritorna attuale

compagni tutti e subito se no finisce male

Qui finisce che siccome la strada è tortuosa
c'è chi si perde subito e c’è anche chi riposa

dicendo compagni, il socialismo si farà dopo il potere

e ci nasconde una rinunzia che non vuol far sapere

Non è più il ‘68, lo so, ma a maggior ragione
vivere da compagni almeno a noi si impone

o quando arriveremo forse un giorno al potere

io non so se il socialismo lo sapremo vedere.

postato da: sniper57 alle ore 20:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:ricordi
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